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Cos’è la libertà per me

Riflessione sulla parola libertà e quello che significa per me. Agire in libertà, per poter vivere la vita a modo proprio, con il vantaggio dell’essere persone davvero libere.

Indice

La libertà è uno dei miei valori cardine, credo, quello che sento maggiormente dentro di me.

Quanto è assurdo scrivere una frase del genere.

La libertà non dovrebbe essere il valore cardine di qualsiasi persona in questo Universo?

Non dovrebbe essere il valore che per eccellenza ci guida nelle scelte che compiamo ogni giorno?

Mi piacerebbe che così fosse e che non ci fosse nemmeno bisogno di scrivere un articolo sulla libertà perché sarebbe banale e scontato, e ciò significherebbe che ogni persona di questa Terra è libera.

Libera di pensare, di agire, di parlare, ma soprattutto e in primis, di essere.

Purtroppo però questa realtà non esiste ancora. La strada da fare è ancora molta.

Uno dei miei desideri più arditi è proprio essere parte della creazione di un mondo libero e gli scritti su questo magazine, e, in modo più intimo, nella newsletter, hanno come filo conduttore proprio la libertà in ogni sua declinazione.

Se anche tu desideri uno spunto di riflessioni su questi temi puoi iscriverti alla newsletter qui.

Ovviamente un argomento così vasto non può e non desidero che sia esaurito in un solo articolo, ma questo è il punto iniziale da cui partire a riflettere sulla parola libertà e soprattutto ciò che questa rappresenta per me.

Cos’è la libertà: definizione

Definire un termine così ampio come la libertà è davvero complesso, eppure voglio iniziare da qui.

L’Oxford Languages la definisce come “la situazione relativa all’assenza di costrizioni o limitazioni (libertà di scelta; libertà religiosa, sessuale) o di impegni o legami (…) o anche semplicemente di motivi di ostacolo, impedimento, restrizione, pregiudizio (libertà di parola, d’opinione, di stampa)”.

La libertà è quindi la condizione che consente di pensare, scegliere, esprimersi e agire in modo autonomo.

C’è poi da considerare che in vari ambiti come quello giuridico, morale, filosofico e religioso, la parola libertà assume diverse declinazioni.

Nel corso della storia e dei secoli che si sono succeduti, la libertà ha assunto un significato differente, anche in relazione al luogo in cui ci si trovava a vivere.

Quanti combattimenti in nome di questa libertà.

E quanti poemi, lettere, libri (qui trovi l’iscrizione a kindle unlimited), canzoni in cui il tema principale è proprio la libertà.

Chi su questa terra non desidera essere una persona libera?

Credo che la risposta sia quasi automatica, eppure penso che anche nella nostra società, nel Paese in cui viviamo, non sia scontato parlare di libertà oggi e, anzi, sia necessario per capire se siamo davvero esseri liberi.

Esiste la libertà di pensiero, di parola, di azione; e riassumendo queste libertà in una unica definizione si può dire che esiste la “libertà del fare”. Perché la nostra società è basata proprio “sul fare”, viene sempre prima di ogni cosa.

Ma io no, non desidero questo nella mia vita.

Cos’è la libertà per me

Io penso che esista una libertà oltre a quella “del fare” declinata nei vari modi indicati sopra.

Credo fermamente che la libertà più grande sia quella dell’“essere”.

La libertà per me è capire chi sono (un processo lungo, mai finito, lento, profondo, difficile, ma estremamente necessario) senza l’interferenza e senza condizionamenti o limiti imposti dall’esterno.

La libertà per me è essere libera di essere.

Senza sapere chi io sia veramente come potrei muovermi e andare da qualche parte? Chi potrebbe dire ai miei piedi in che direzione muoversi oppure se stare fermi?

Io sola desidero essere l’artefice della mia storia personale. Desidero scrivere, cancellare e riscrivere di nuovo sempre utilizzando unicamente le mie mani.

La libertà per me coincide con il rispetto delle persone che con me vivono su questo pianeta e la mia libertà non potrà mai essere completa se l’esercizio della stessa limita qualcuno accanto a me.

La mia libertà inizia e finisce sempre dove inizia quella della persona che mi sta a fianco.

Agire in libertà onorando chi sono

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Sono nata e cresciuta in un’epoca e in uno stato in cui vige la libertà di esprimere il proprio pensiero, la libertà di professare (o non professare affatto) la propria fede religiosa, la libertà di azione, la libertà di muovermi, la libertà di scegliere autonomamente chi sarei stata e quello che avrei fatto “da grande”.

Non ho scelto io di nascere in quel periodo e in quel luogo, e per questo mi ritengo fortunata.

Fortunata di vedermi riconosciute le libertà “fondamentali” che dovrebbero essere proprie di ogni essere vivente.

Agire però liberamente per me significa usufruire del mio diritto di essere una donna libera e declinare in ogni ambito della mia vita il mio concetto di libertà.

E questa non è un’azione facile da compiere.

Per anni ho pensato di essere una persona libera, ma la realtà era che venivo pilotata e indirizzata da tutti coloro che erano attorno a me, dalle loro aspettative, dalle loro richieste.

Vivere in una società (qualunque essa sia) significa sentire mille voci intorno a sé, ma la decisione di ascoltarle è davvero solo nostra.

Per molte persone essere libere significa non avere quella relazione, non avere quel lavoro, non avere quelle catene che sembrano così impossibili da rompere.

Io stessa prima di agire nella mia piena libertà credevo di non avere via d’uscita.

Credevo che quel lavoro che ogni mese mi permetteva di pagare l’affitto di quell’appartamento non potesse essere possibile lasciarlo, o per lo meno non per null’altro di migliore, di veramente mio.

Perché il pensiero limitante che mi veniva trasmesso da sempre era quello che io non potessi essere qualcosa di diverso rispetto a quello che la mia famiglia e le persone del paesino in cui abitavo erano sempre state, perché il mondo girava proprio in quel modo, e io non sapevo proprio nulla di queste questioni.

Io non sapevo chi davvero fossi.

Io ero quello che le persone mi avevano detto che ero.

La mia esistenza era piena di tutti quei limiti e quelle catene che mi avevano gettato addosso.

Io soprattutto ero tutte quelle paure che mi tenevano ferma e non mi facevano nemmeno fare lo sforzo di chiedermi: “cosa desidero davvero per me?”.

Ma io non ero nata per essere schiava, né degli altri e nemmeno di me stessa e in particolar modo delle mie paure.

La libertà e la paura

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La mia anima parlava, ha sempre parlato, sono io che non l’ho mai ascoltata.

Un giorno però divenne impossibile continuare a ignorarla. Così mi sono seduta e l’ho ascoltata.

I desideri erano già dentro di me, gli ho solo dato la parola.

Era venuto il momento di farli uscire, di dargli vita, dargli corpo. Era giunto il momento di agire.

Io credo che la libertà sia legata a doppio filo con la paura, e quest’ultima al coraggio.

Mi sembrava così incredibile avere un colloquio con la mia paura e, da persone civili, poter giungere ad un accordo.

Eppure io non desideravo una via di mezzo, io volevo il nero, in una vita in cui c’era solo il bianco.

E così con una mano intrecciata alla mia paura e l’altra al mio coraggio ho deciso che era giunto il momento di essere davvero libera.

Tutto molto poetico, eppure quel taglio netto, quel salto nel vuoto è stato spaventoso ma al contempo la prima volta in cui davvero mi sentivo di aver respirato a pieni polmoni.

Non è stato solo uno il salto che ho fatto da quel giorno, sono stati molteplici.

Infinite cose sono cambiate nella mia vita perché diventasse finalmente ciò a cui io anelavo da sempre.

Ogni ambito della mia esistenza è passato al vaglio della “me” che finalmente aveva deciso di essere consapevole e di conoscersi ogni giorno un po’ di più.

E per ogni spicchio di quella vita avevo deciso di compiere un cambiamento e di agire nella mia piena libertà.

Non sentivo più le voci intorno a me che mi dicevano cosa ne pensassero delle mie decisioni, per me era importante solo come io mi vedevo, come io stavo onorando me stessa.

Chi agisce a modo proprio in una società in cui solo l’omologazione è contemplata non è di certo vista di buon occhio, eppure davvero il giudizio degli altri è solo loro, definisce il soggetto che sta giudicando, non il soggetto che viene giudicato.

E quindi sì, agire liberamente fa paura, ma la paura non è fatta per essere ignorata e aggirata.

La paura è fatta per essere ascoltata e superata.

Si perde davvero molto nella vita lasciandosi guidare solo dalle proprie paure e molti anni della mia vita li ho persi cercando vie alternative per non avere un incontro con loro.

Non ho più alcuna intenzione di farlo, la vita è troppo preziosa per me per perderne anche un attimo.

Eppure, la libertà fa paura.

Lo svantaggio della libertà: perché agire in libertà non è per tutti

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Julia Cameron nel suo libro La via dell’artista scrive una frase meravigliosa e potente che ho amato infinitamente: fa molta più paura la libertà di qualsiasi prigione”.

Può essere davvero una pazzia scrivere questo ma io lo credo fermamente.

Credo sia terrorizzante la libertà. Perché non c’è più nessun burattinaio che ci fa muovere. Perché siamo noi gli unici artefici di ciò che facciamo e di ciò che siamo. Perché se “falliamo” è colpa nostra, non c’è più nessuno accanto a cui dire “mi hai detto tu di farlo”, siamo noi che abbiamo deciso liberamente di agire in quel modo.

E fa paura anche perché non ci fa stare comodi. Perché agire in libertà presuppone una riflessione profonda su che cosa significhi davvero la libertà per noi, e riflettere non è più qualcosa che si ama fare.

É molto più semplice spegnere ogni nostro desiderio in nome di una gratificazione momentanea, di qualsiasi natura essa sia.

Credo che la libertà sia davvero per chiunque ma che non tutte le persone desiderino davvero e profondamente essere libere.

Perché la libertà necessita una presa di coscienza di sé, un percorso di consapevolezza che dura per tutta la vita e che richiede pazienza, costanza e dedizione.

Ma quanta pienezza imboccare quella strada.

L’unica vera legge è quella che conduce alla libertà. Non ne esiste altra
Richard Bach – Il gabbiano Jonathan Livingston

Alla libertà di ogni persona in questo Universo.

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